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Sottomessa al Piacere- La Nuova Me #4


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
20.10.2025    |    20.800    |    6 8.5
"Altri scrittori su A69 hanno già affondato le loro penne nella carne viva delle sue confessioni, ma la mia Dama - insaziabile esploratrice di abissi proibiti - ha scelto ME per spingersi oltre ogni..."
Mi tremano le mani mentre afferro la cartelletta con i documenti per la riunione. La mia mente è un vortice di sensazioni contrastanti: l'umiliazione bruciante che ancora mi colora le guance, l'eccitazione proibita che pulsa tra le mie gambe, e quella strana, perversa soddisfazione che mi riempie il petto come un liquido caldo.
Controllo l'orologio: dieci minuti alla riunione. Il plug vibra dentro di me con intensità variabile, come se Daniela stesse giocando con i pulsanti del telecomando per il puro piacere di vedermi sussultare mentre cammino. Ogni passo è una tortura deliziosa, un promemoria costante della mia condizione.
Nel corridoio incrocio Marco che mi guarda con occhi diversi dal solito. Non è più solo rispetto professionale quello che vedo, ma qualcosa di più carnale, come se avesse intuito cosa si nasconde sotto la mia facciata di CEO impeccabile.

*** MARCO ***

Cazzo! esclamo nella mia testa, mentre un'ondata di sangue mi riempie l'inguine. Questa mattina quando l'ho vista arrivare in ufficio , il mio cazzo è diventato duro come marmo in tre secondi netti.
Non potevo credere che la mia algida datrice di lavoro, sempre così composta, fosse diventata una puttana in calore. Ma i vestiti e soprattutto quel maledetto plug anale che pulsa di luce blu tra le sue natiche sode ogni volta che si china, non lasciano alcun dubbio.

Qui nel corridoio, ora, la fisso nuovamente, deglutendo a vuoto. I miei occhi notano i segni rossi sul collo, quasi invisibili sotto il fondotinta, e le mie narici captano un odore inconfondibile di sesso e sudore che nemmeno il suo costoso profumo riesce a mascherare. Più la fisso e più i dettagli emergono: il leggero tremore delle mani, il modo in cui stringe le cosce quando cammina, come se contenesse qualcosa dentro di sé. I suoi occhi sono lucidi e febbricitanti, le pupille dilatate come quelle di un felino affamato. Sotto la giacca intravedo il capezzolo destro, turgido e gonfio, che preme come se implorasse di essere liberato.

Vorrei afferrarla per i capelli, spingerla contro la parete di cartongesso, sollevarle la gonna e affondare dentro di lei fino a sentirla supplicare, ma è il mio capo e tra venti minuti abbiamo la riunione trimestrale. Meglio fare finta di niente e interpretare il ruolo del solerte impiegato, anche se la voglia di scoparmela selvaggiamente mi accompagnerà come un'ombra febbrile per tutto il resto della giornata.

*** MICHELA ***

«Dottoressa, i documenti per la presentazione sono pronti,» dice, la voce leggermente incrinata.

«Grazie, Marco,» rispondo, sorpresa dalla mia voce ferma nonostante il plug che in quel momento aumenta di intensità, facendomi contrarre involontariamente i muscoli interni. «Tutto... tutto a posto?»

«Perfettamente,» sorride, abbassando lo sguardo sulle mie gambe fasciate dalle calze nere. Vedo i suoi occhi studiarle lentamente, risalire centimetro dopo centimetro lungo la curva del polpaccio, indugiare sul ginocchio, poi continuare l'ascesa tremante sulla coscia fino a scoprire la pelle nuda oltre, come uno scalatore che finalmente intravede la vetta proibita dopo una lunga arrampicata. «Saremo tutti in sala riunioni ad attenderla.»

Tutti. La parola mi colpisce come uno schiaffo. Quanti occhi mi scruteranno, quanti noteranno il mio stato, il rossore sulle mie guance, il leggero tremolio delle mie mani? Mi chiedo quanti di loro saprebbero riconoscere i segni di una donna posseduta, di una schiava appagata.

Arrivo alla sala riunioni con un minuto di anticipo. Le grandi vetrate mostrano la città sotto di noi, minuscola e ignara. Il tavolo ovale di mogano lucido riflette le luci a sospensione, e attorno sono già seduti i responsabili dei vari reparti. Sabrina è lì, accanto al posto vuoto riservato a me, un sorriso di trionfo dipinto sul volto. Daniela è in fondo alla sala, appoggiata alla parete con aria distaccata, come un'ospite casuale, ma i suoi occhi mi trafiggono come lame.

«Buongiorno a tutti,» dico, cercando di mantenere un tono professionale mentre prendo posto. Chissà se qualcuno dei partecipanti alla riunione si è accorto del mio gioiello anale, il suo pulsare luminoso blu non dovrebbe passare inosservato. Daniela mi ha ordinato di alzare sempre la gonna e in questo caso la giacca prima di sedermi, un rituale umiliante che devo eseguire con naturalezza studiata. Sento il freddo della pelle della sedia contro le mie natiche nude, un contrasto che mi ricorda costantemente la mia esposizione, mentre il metallo del plug preme più profondamente dentro di me ad ogni minimo spostamento del peso.

La riunione inizia, numeri e grafici scorrono sullo schermo, ma la mia mente è altrove. Il plug continua la sua danza perversa dentro di me, ora pulsando lentamente, ora vibrando con intensità tale da farmi mordere l'interno della guancia per non gemere apertamente.

Sabrina parla dei risultati del trimestre, ma sotto il tavolo la sua mano sale lentamente dalla calza al pube nudo, le unghie che graffiano leggermente la pelle sensibile. Mi irrigidisco, cercando di mantenere un'espressione neutra mentre le sue dita si avvicinano pericolosamente al mio sesso esposto.

«Dottoressa, cosa ne pensa dei nuovi investimenti?» la voce di un collaboratore mi riporta alla realtà.

Deglutisco, cercando di ricomporre i pensieri frammentati. «Ritengo che... che sia una strategia valida,» balbetto, mentre la mano di Sabrina raggiunge la meta, un dito che si infila tra le mie pieghe umide con facilità imbarazzante.

«Potrebbe elaborare?» insiste lui, ignaro del tormento che sto subendo.

In quel momento, il plug aumenta di intensità fino al massimo, una scarica elettrica di piacere mi attraversa la spina dorsale come un fulmine. Le parole mi muoiono in gola, sostituite da un gemito che non riesco a trattenere completamente.

«Mi scusi,» mormoro, fingendo di cercare un documento nella cartelletta. «Stavo dicendo che gli investimenti nel settore tecnologico potrebbero garantirci un vantaggio competitivo significativo nei prossimi due trimestri.»

Le dita di Sabrina continuano la loro esplorazione sotto il tavolo, scivolando dentro e fuori dal mio sesso pulsante con un ritmo lento e deliberato che mi fa impazzire. Sento l'umidità colare sulla sedia, probabilmente lasciando una macchia visibile che dovrò spiegare più tardi.

La riunione prosegue in questo limbo di professionalità e perversione, ogni minuto un'eternità di tormento delizioso. Quando finalmente si conclude, sono sull'orlo di un orgasmo devastante, trattenuto solo dalla paura delle conseguenze e dall'ordine esplicito di Daniela di non venire senza permesso.

I colleghi si alzano, raccogliendo i loro materiali. Io resto seduta, incapace di alzarmi senza tradirmi completamente. Daniela si avvicina con passo misurato, un sorriso enigmatico sulle labbra rosse.

«Devo dire che sei stata molto brava,» sussurra, chinandosi come per raccogliere una penna caduta. «Ma la giornata è appena iniziata, Michela. E ho grandi progetti per te.»

Il brivido che mi percorre non è solo di paura, ma di un'anticipazione perversa che non riesco più a negare. Sono diventata qualcosa di nuovo, una creatura di puro desiderio e sottomissione che vive tra due mondi: quello della rispettabilità professionale e quello dell'abbandono totale.

«Grazie, Padrona,» sussurro, le parole che escono spontaneamente dalle mie labbra come una preghiera.

«Ti aspetto in mensa tra mezz'ora,» dice, raddrizzandosi. «E Michela? Voglio che prima passi in bagno e ti tolga le mutandine. Non le indosserai più in mia presenza.»

«Ma non ne indosso già,» rispondo confusa, le guance in fiamme. Il suo sorriso si allarga, predatorio e affamato. «Lo so. Era solo per ricordarti la tua posizione. Sei mia, in ogni momento della giornata.»

Si allontana, i tacchi che risuonano sul pavimento lucido come un orologio che scandisce il tempo che mi separa dal prossimo atto di questa commedia erotica in cui mi sono trasformata da protagonista a semplice burattino nelle sue mani esperte.

Rimango sola nella sala riunioni, il cuore che batte all'impazzata, il plug continua a pulsare dentro di me come un secondo battito cardiaco. Mi alzo con cautela, le gambe tremanti che minacciano di cedere sotto il peso del desiderio insoddisfatto.

Mentre mi dirigo verso il mio ufficio, mi chiedo fino a che punto sono disposta a spingermi, quanto in basso posso cadere in questo abisso di piacere e umiliazione. La risposta mi spaventa e mi eccita in egual misura: non c'è limite, non più. Sono sua, completamente, irrimediabilmente.

E stranamente, in questa sottomissione totale, trovo una libertà che non ho mai conosciuto prima.

*** NOTE ***

Dopo la punizione inflitta da Daniela - quelle ore di umiliazione e piacere forzato che hanno lasciato segni rossi sulla pelle e cicatrici invisibili nell'anima - Michela è diventata una persona diversa. Oggi è il suo primo giorno di lavoro dopo la trasformazione, i suoi occhi verdi ora velati da una nuova consapevolezza, il suo portamento alterato da una sottomissione che pulsa sotto la superficie della sua pelle come sangue nelle vene.
Mi sono divertito ad immaginare i suoi pensieri febbrili mentre cammina per i corridoi aziendali, ma soprattutto quelli dei suoi dipendenti che notano il suo rossore improvviso, il modo in cui si aggiusta sulla sedia, il tremore delle dita quando afferra una penna. Pertanto anche in questa storia, suddivisa in 4 capitoli carnali, ogni tanto troverete dei piccoli cammei dei pensieri altrui - sussurri mentali proibiti, desideri inespressi, sospetti che solleticano la coscienza - spero vi possano eccitare fino a farvi mordere il labbro.

La storia che state leggendo, con i suoi respiri affannosi e le sue carezze proibite, nasce dalle avventure autentiche della mia amica "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.
Altri scrittori su A69 hanno già affondato le loro penne nella carne viva delle sue confessioni, ma la mia Dama - insaziabile esploratrice di abissi proibiti - ha scelto ME per spingersi oltre ogni limite conosciuto. Le sue fantasie più oscure, quelle che bruciavano troppo per essere rivelate ad altri, ora pulsano attraverso le mie parole!
Non osate accusarmi di plagio! Sto semplicemente violando il velo tra finzione e realtà, trasformando in inchiostro rovente ciò che lei mi sussurra nelle notti insonni. Questo è solo l'inizio di un'opera che farà tremare le vostre certezze morali fino alle fondamenta - un romanzo che un giorno esploderà come lava incandescente tra le vostre mani!

Permettetemi di ricordarvi:

- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.

- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.

Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?

Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
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